Il fenomeno del crowdfunding è uno strumento che supporta le imprese per raccogliere capitali così da finanziare un nuovo progetto imprenditoriale, soprattutto in un contesto di piccola e media impresa o start-up.
Oggi è sempre più difficile riuscire ad ottenere credito bancario per finanziare un progetto aziendale e quindi diventa importante poter valutare strumenti di finanza alternativa.
Tra questi, diventa importante il crowdfunding che nasce per incentivare lo sviluppo di nuove imprese o consolidare quelle esistenti. Con questo processo è possibile per alcuni soggetti offrire somme di denaro per finanziare progetti creativi e innovativi, oltre che nuove imprese. Questo sistema si applica soprattutto alle Srl, dal momento che è il modello più diffuso sul mercato italiano e si concentra su start-up innovative e su PMI, cioè piccole e medie imprese con specifici requisiti di fatturato e dipendenti.
L’Italia è il primo Paese europeo ad aver elaborato una normativa ad hoc per permettere il crowdfunding, anche se attualmente si concentra solo sull’equity crowdfunding, suddiviso in due parti:
- Primario, che con il D.L. 179/2012 ha concesso la richiesta di finanziamento alle start-up
- Secondario, con il regolamento Consob n. 18592/2013, che tutela la gestione della raccolta dei capitali online e il regolamento UE 2020/1503, a tutela dei fornitori europei dei servizi di crowdfunding per le imprese, per uniformare i requisiti di accesso.
Il crowdfunding, quindi, è il sistema di gestione online delle offerte di vendita e acquisto delle quote da parte degli investitori. Con i portali online, determinate tipologie di Srl, come le start-up innovative e le piccole e medie imprese, possono offrire in vendita le quote della propria società dietro un determinato corrispettivo in denaro.
Ricorrere al crowdfunding rappresenta un modo per finanziare e ingrandire la società che di base dovrebbe essere chiusa e personalistica.
Il Crowdfunding nella Srl, quali sono le criticità
Anche in un sistema del genere, apparentemente semplice, emergono delle problematiche. Innanzitutto, non esiste una determinazione del prezzo delle quote. Inoltre, la maggior parte degli investitori non è professionista e quindi non è in grado di comprendere le informazioni fornite dalla società in relazione all’operazione di vendita.
Dovrebbe essere il gestore del portale online di crowdfunding a garantire la veridicità delle informazioni fornite dalla Srl. Quindi sarebbe necessario diversificare le quote in base a maggiori o minori diritti, poiché spesso le quote offerte agli investitori non conferiscono i tipici diritti dei soci di Srl come il diritto di voto o di controllo. Per neutralizzare gli inconvenienti, dovrebbe essere prevista una clausola che attribuisce un diritto di co-vendita all’investitore di minoranza in occasione di una offerta di vendita al socio di maggioranza.
Il crowdfunding nella Srl, i benefici
Il crowdfunding garantisce un aumento del patrimonio e del capitale sociale delle Srl senza ricorrere a forme di finanziamento esterno come il credito bancario, senza rischiare di indebitarsi. In questo modo, è possibile rinnovare la propria attività, investire adeguatamente i fondi, programmare una crescita.
Vista la ridotta entità dell’investimento, l’Equity Crowdfunding si configura come un potenziale investimento che sì, è ad altissimo rischio, ma che potrebbe generare un utile davvero invitante con quote decisamente irrisorie.
Questa pratica infatti viene messa in mostra principalmente dalle start-up o dalle Srl alla ricerca di liquidità immediata. La vastità di pubblico a cui ci si rivolge per accedere a questo tipo di risorse permette di avere un ottimo livello di eterogeneità tra gli investitori, che possono decidere di puntare su un’azienda con una cifra davvero irrisoria. Grazie alla legislazione italiana, questo strumento innovativo non è più riservato esclusivamente alle start up, ma viene aperto anche alle Piccole e Medio Imprese (PMI) configurate come Srl.
La possibilità di partecipare attivamente al capitale societario da parte di terzi attraverso un sistema di donazioni e, in cambio, ricevere un beneficio sotto forma di rewards, che in questo caso rappresentano quote della società, è una rivoluzione. Si viene infatti a creare, in questo modo, una forma ibrida tra la tradizionale Srl, ovvero una società che non va ad intaccare i patrimoni privati in caso di ammanchi, e le Spa, società per azioni che vanno del rischio e dell’elevata liquidità i propri marchi di fabbrica.
Il risultato di questa unione è una società di forma ibrida, strutturata e organizzata con un principio di autonomia ben definito e che si confà nella maniera più adeguata a quelle che sono le reali esigenze dei soci.
Queste forme societarie sono sempre più diffuse sul web. Infatti, i social network fungono da veri e propri catalizzatori per società che, altrimenti, non sarebbero assolutamente in grado si sostentarsi, o di promuoversi in maniera adeguata. I social network, da questo punto di vista, fungono da vera e propria cassa di risonanza, aumentando sia il bacino di possibili donatori, sia fungendo da pubblicità autoprodotta.
Il regolamento CONSOB che norma l’Equity Crowdfunding: chi può accedervi?
Come già accennato, in Italia esistono due regolamenti che normano l’accesso all’equity crowdfunding. La legislazione offerta dalla CONSOB è decisamente dettagliata e vale la pena analizzarla.
Innanzitutto, le società che si propongono di raccogliere denaro attraverso le apposite piattaforme sono dette “offerenti”. Esse vengono suddivise per gruppi, a seconda del regime fiscale di appartenenza. Per le Piccole e Medie Imprese i criteri sono decisamente selettivi e queste devono rispettare una serie di limiti per accettarsi di rientrare nella categoria. Oltre alle Srl, alle start-up innovative e quelle a vocazione sociale, anche le cooperative possono accedere a questa forma di finanziamento popolare.
Come fare a capire se si possiedono i requisiti per partecipare all’Equity Crowdfunding?
Nel caso tu sia il titolare, o uno dei soci, di una Società a Responsabilità Limitata, il consiglio è quello di affidarsi ai consigli di un esperto in temi di economia e web. In questo modo, potrai assicurarti di essere seguito passo dopo passo nella difficoltosa scalata verso l’ibridazione della tua società e verso la raccolta dei fondi necessari per accedere a un mare di opportunità.
Solo in questo modo potrai essere certo di aver rispettato tutti i criteri necessari per poterti iscrivere come offerente in una piattaforma di Equity Crowdfunding.
